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CREDITO DI IMPOSTA INVESTIMENTI PUBBLICITA’

CREDITO DI IMPOSTA INVESTIMENTI PUBBLICITA’

Credito di imposta investimenti pubblicità

Incentivo fiscale per gli investimenti in campagne pubblicitarie

Regime straordinario anno 2020

BENEFICIARI

Imprese di qualsiasi dimensione e indipendentemente dalla natura giuridica

Lavoratori autonomi

Enti non commerciali

ATTIVITA’ AMMISSIBILI

Investimenti in campagne pubblicitarie:

  • sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line;
  • sulle emittenti televisive e radiofoniche locali,

I giornali ed emittenti devono essere editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il Tribunale o presso il Registro degli operatori di comunicazione.

SPESE AMMISSIBILI

Acquisto di spazi pubblicitari e inserzioni commerciali, programmati ed effettuati nel corso dell’anno 2020:

  • sulla stampa quotidiana e periodica, in edizione cartacea o formato digitale,
  • sulle emittenti televisive e radiofoniche locali analogiche o digitali.

Sono escluse le spese accessorie, i costi di intermediazione e ogni altra spesa diversa dall’acquisto dello spazio pubblicitario.

AGEVOLAZIONE

Credito di imposta al 30% sugli investimenti effettuati.

SCADENZA

Apertura sportello telematico presentazione domande: dal 1° al 30 settembre 2020. Presentazione dichiarazione sostitutiva con cui si dichiara che gli investimenti sono stati effettuati: dal 1° al 31 gennaio 2021.

ALTRE INFORMAZIONI

Divieto di cumulo con altre agevolazioni nazionali, regionali o europee. I costi devono essere certificati da un revisore legale.

Applicazione Regolamento UE “De Minimis”. Le domande presentate dal 1° al 31 marzo (scadenza prevista dal regime ordinario) restano valide.

NUOVO LIMITE ALL’UTILIZZO DEL CONTANTE

NUOVO LIMITE ALL’UTILIZZO DEL CONTANTE

A decorrere dal 1° luglio 2020, il limite all’uso del contante passa dagli attuali 3.000 euro a 2.000 euro. La modifica è stata approvata con il decreto fiscale 2020, all’interno di un pacchetto più esteso di misure finalizzate al contrasto dell’evasione fiscale e a disincentivare l’utilizzo del contante a favore della moneta elettronica.

DL RILANCIO. QUESTI I DETTAGLI PER LE IMPRESE

DL RILANCIO. QUESTI I DETTAGLI PER LE IMPRESE

Il Dl Rilancio, tra le tante misure volte a sostenere l’economia nazionale nella ripresa post Coronavirus, una delle misure più attese da imprese e partite IVA è quella relativa ai contributi a fondo perduto a favore di PMI, lavoratori autonomi e titolari di reddito agrario. Il Governo ha stanziato per i finanziamenti a fondo perduto 6.192 milioni di euro per il 2020.

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EMERGENZA MASCHERINE COVID-19

Il giorno 17 Marzo 2020 con l’adozione del Decreto-legge n. 18, cosiddetto “Cura Italia”(“D.L. n. 18/2020”) e al fine di contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19, il Governo ha introdotto una specifica serie di norme volte a potenziare la produzione e la fornitura dei dispositivi medici, mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale, nonché a semplificare i processi di raccolta dati per la sperimentazione dei farmaci.

Nel testo si evidenziano i seguenti punti :

  • è prevista l’erogazione di finanziamenti mediante contributi a fondo perduto ed in conto gestione, nonché finanziamenti agevolati, alle imprese produttrici di dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (anche privi del marchio CE ai sensi dell’art. 34, co. 9, del D.L. n. 9/2020), ai valori di mercato correnti al 31 dicembre 2019. Entro 5 giorni dall’adozione del D.L. n. 18/2020, il Commissario Straordinario definirà le specifiche disposizioni attuative della misura per l’implementazione della quale è autorizzata la spesa di Euro 50 milioni per l’anno 2020 (cfr. art. 5 del D.L. n. 18/2020);
  • è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni. A tal fine, i produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche e coloro che li immettono in commercio, inviano all’Istituto superiore di sanità ed all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità e l’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti2 (cfr. art. 15 del D.L. n. 18/2020);

Quindi nello stesso si palesa apertamernte la necessità di incentivare la produzione di mascherine chirurgiche e presidi di protezione individuale incentivando le imprese italiane a convertire la propria attività per far fronte ad una esigenza sociale del paese Italia.

Visto lo spirito richiesto, diverse aziende si sono immediatamente mobilitate per rispondere alle esigenze della nazione convertendo immediatamente la propria attività e rispondendo pertanto al bando del 24.03.2020 di Invitalia – Decreto Cura Italia che prevedeva :

Nuovi incentivi previsti dal Decreto #CuraItalia per la produzione e fornitura di dispositivi medici e di protezione individuale per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Sono disponibili in tutto 50 milioni di euro per sostenere le aziende italiane che vogliono ampliare o riconvertire la propria attività per produrre ventilatori, mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza.

Si tratta di risorse che, rientrando nel regime degli aiuti di Stato, sono state autorizzate in meno di 48 ore dalla Commissione europea, dopo che la scorsa settimana il Ministero dello Sviluppo economico aveva immediatamente notificato alla Ue la misura introdotta nel DL Cura Italia, in modo da consentirne un veloce utilizzo.

Gestisce gli incentivi Invitalia, l’Agenzia per lo sviluppo, soggetto attuatore per conto del Commissario Straordinario per l’Emergenza Domenico Arcuri, che aprirà lo sportello per la presentazione delle domande il 26 marzo e assicura un iter di valutazione snello (max 5 giorni).

Possono accedere agli incentivi le imprese di tutte le dimensioni, costituite in forma societaria, localizzate sull’intero territorio nazionale, che dovranno realizzare un programma di investimenti, di valore compreso tra 200mila e 2 milioni di euro, che sarà agevolato fino al 75% con un prestito senza interessi (tasso zero).

Previsto un sistema di premialità legato alla velocità di intervento, che trasforma il mutuo in fondo perduto al 100% se si conclude l’investimento in 15 giorni; al 50% se si conclude in 30 giorni; al 25% se si conclude in 60 giorni. …”

Ovviamente oltre alla immediata conversione, l’acquisto di macchinari le società hanno dovuto affrontare alcune altre spese di varia natura tra le quali la marcatura di prodotto CE e la successiva richiesta al ministero della Sanità che spesso latita nella risposta, lasciando gli stessi imprenditori in un pericoloso limbo normativo.

Il governo, il giorno 27 Aprile attraverso le parole del premier Conte si è pronunciato nuovamente al riguardo, garantendo una calmierizzazione dei prezzi e portando quindi alla cifra di 0.50 il costo massimo della singola mascherina senza iva aggiunta.

Questo ha immediatamente generato un forte dissapore non solo tra le fabbriche che hanno riconvertito e che producono tuttora ma anche e soprattutto presso le farmacie , deputate alla vendita nei confronti dell’utente finale, lo stesso atteggiamento ha incentivato un mercato parallelo di mascherine prodotte in paesi terzi quali in particolare Cina e Tunisia, danneggiando evidentemente ancora una volta il prodotto e le aziende italiane .

Chiediamo pertanto di :

  • valutare attentamente i costi reali per la produzione delle mascherine e dei presidi di protezione e garantire che il prodotto italiano sia messo nelle condizioni di operare sul mercato e pertanto di produrre e commercializzare con un prezzo giustamente calmierato ma che consenta a tutti i produttori e rivenditori di avere in esso un minimo ricavo possibile almeno per la copertura dei costi .
  • chiediamo ulteriormente un dazio sui materiali di importazione derivanti da paese non Ue

IL FISCO NON SI FERMA ! IN ARRIVO OLTRE 8,5 MILIONI DI CARTELLE A PARTIRE DAL 1 GIUGNO 2020.

Il Fisco non si ferma ! In arrivo oltre 8,5 milioni di cartelle a partire dal 1 Giugno 2020.

 A farne comunicazione è direttamente il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un’audizione alle commissioni riunite Finanze e Attività produttive della Camera sul decreto liquidità.

“La proroga di due anni dei termini di accertamento serviva a dare la possibilità di notificare anche dopo, altrimenti l’Agenzia procederà a notificare 8,5 milioni di atti entro fine anno”, ha chiarito Ruffini, spiegando che si tratta del “perimetro normativo nel quale si deve muovere l’Agenzia”.

Legata a una scelta della politica è la sospensione “dell’avvio alla fase di notifica di circa 3 milioni di cartelle di pagamento, riferite ai ruoli consegnati dagli enti creditori nel corso del mese di febbraio e di marzo, oltre a circa 2,5 milioni di atti della riscossione il cui invio, nei mesi di marzo aprile e maggio, era previsto dal piano annuale di produzione dell’Ente”, ha chiarito Ruffini in riferimento alle misure contenute nel Dl Cura Italia.

CANCELLATA LA PROROGA BIENNALE DEI TERMINI DI DECADENZA DEGLI ACCERTAMENTI TRIBUTARI

Il maxiemendamento governativo approvato dal Senato in sede di conversione del decreto legge n. 18/2020 ha cancellato la proroga dei termini di decadenza per l’accertamento dei tributi, contenuta in origine nell’ultimo comma dell’articolo 67 del citato decreto. Il recente Dl 23/2020 ha altresì risolto, seppure con un piccolo giallo, i dubbi sorti per effetto dei diversi termini di sospensione del processo tributario previsti per i contribuenti e per gli enti impositori.

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FISCO: 8,5 MLN DI CARTELLE IN ARRIVO!

Dal 1 Giugno l’Agenzia delle Entrate darà il via ad una campagna di accertamento e notifica di 8 milioni e mezzo di atti, cartelle e comunicazioni. Imprese d’Italia chiede al governo di bloccare immediatamente questo provvedimento che, a nostro avviso, mira nuovamente a porre le aziende italiane in una posizione di difficolta , proprio all’indomani della tragedia economica derivante dal Covid19. A questo va aggiunto l’assurdo allungamento dei termini di accertamento fiscale, che nel silenzio totale dei giorni di difficoltà del paese, passa da 5 a 7 anni. Un ennesimo fardello contro le nostre aziende e contro la nostra economia che non possiamo permettere .